e fame emotiva
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La fame emotiva consiste nel consumo di cibo esclusivamente in risposta a stati emotivi e non per soddisfare il naturale senso di fame: solitudine, ansia, noia, stress, problemi relazionali e così via spingono a un’iperalimentazione che porta sensi di colpa e frustrazione.
Le persone faticano quindi a raggiungere i propri obiettivi di salute e di peso e a mantenere i risultati nel tempo perché influenzati da questi stati emotivi che ne indeboliscono la motivazione e incentivano il discontrollo alimentare (piluccare tra i pasti, consolarsi con i cibi di confort ecc…).
psicologia
nutrizionale
Quando rivolgersi allo psicologo alimentare?
Come e quando lo psicologo alimentare può essere un valido aiuto?
1. Il cliente è seguito da un punto di vista alimentare ma non riesce a portare a termine la dieta perché scarsamente motivato o perché riacquista velocemente i chili persi. Lo psicologo lavora per aiutare la persona a trovare la giusta motivazione e a cambiare atteggiamento verso il percorso di perdita di peso.
2. La persona vuole imparare a gestire in modo più sereno il proprio rapporto con il cibo. Lo psicologo lavora principalmente sugli aspetti legati alla fame emotiva, insegnando come riconoscerla e come gestirla.
3. I bambini manifestano difficoltà rispetto all’assunzione e alla scelta del cibo: alimentazione selettiva, alimentazione restrittiva, evitamento del cibo, difficoltà a deglutire il cibo (disfagia).
4. Casi di veri e propri Disturbi Alimentari, sia in età evolutiva, che adolescenziale e adulta. Anoressia, Bulimia, Alimentazione incontrollata sono disordini alimentari importanti, che devono essere affrontati con l’aiuto di uno psicologo formato in tale ambito.
Perché è utile lo psicologo se non riesco a perdere peso?
Proprio perché non si tratta semplicemente di dimagrire ma, cosa ben più difficile, di cambiare il proprio stile di vita e quindi le proprie abitudini alimentari, è importante avere uno o più punti di riferimento: un percorso di rieducazione alimentare non può essere intrapreso in assenza di una solida motivazione personale che può venire stimolata attraverso un lavoro di tipo psicologico.
Come mi aiuta lo psicologo a risolvere gli attacchi di fame e le abbuffate?
Nello specifico lo psicologo lavora con il cliente sulle seguenti aree a seconda delle necessità personali.
• Motivazione al cambiamento: si lavora per rinforzare e mantenere sempre elevata la motivazione personale alla perdita di peso.
• Consapevolezza dei segnali biologici di fame e sazietà: attraverso un lavoro di educazione alimentare si insegna al cliente come riconoscere e gestire gli stimoli che regolano l’assunzione di cibo.
• Automonitoraggio dell’assunzione di cibo: compilazione del diario alimentare per imparare a conoscere la propria alimentazione e le cause emotive e cognitive che spingono a mangiare in eccesso.
• Automonitoraggio del peso: misurazione del peso una volta la settimana. Monitorare il proprio peso permette di rimanere all’interno di un range di sicurezza.
• Lavoro sulla fame emotiva: si insegna alla persona a riconoscere e gestire le emozioni che spingono a cercare consolazione e gratificazione nel cibo.
• Pensieri automatici: si aiuta il cliente a identificare quei pensieri rapidi e automatici che contribuiscono a generare comportamenti problematici. Ad es. il pensiero del “tutto o nulla”: ho mangiato un biscotto, ho trasgredito la dieta, tanto vale che ormai mangi tutti i biscotti di cui ho voglia”.
• Tecniche di auto-rinforzo: si insegna alla persona a costruire un sistema di rinforzo, cioè a premiarsi, per ogni cambiamento messo in atto nel breve e nel lungo termine.
• Tecniche di controllo degli stimoli: si lavora insieme al cliente per aiutarlo a gestire in modo efficace i tre momenti del pasto, insegnandogli strategie concrete per controllare l’assunzione di cibo (momento prima del pasto – momento del pasto – momento dopo il pasto).
Come può aiutarti il nutrizionista?
Ciò consente di ottimizzare l’elaborazione del piano alimentare personalizzato in base alle esigenze individuali di ogni paziente. Una dieta dimagrante è sempre una dieta bilanciata, che combinata a uno stile di vita attivo, aiuta a mantenere un peso corporeo adeguato, permettendo una crescita più armoniosa da un punto di vista fisico e più serena da un punto di vista psicologico.
Spesso, infatti, le persone in sovrappeso o con obesità tendono a essere emarginate e sottoposte a una vera e propria stigmatizzazione sociale. In particolare, i bambini in stato di sovrappeso possono sviluppare un rapporto difficile con il proprio corpo e con i coetanei, di conseguenza tendono a isolarsi con un inevitabile aumento delle abitudini sedentarie. Inoltre un precoce stato di sovrappeso espone anche a maggior rischio di malattie metaboliche; per questo è utile intervenire tempestivamente e coinvolgere attivamente i genitori nel percorso di rieducazione alimentare.
Perché è importante rivolgersi ad un nutrizionista?
Per ottenere buoni risultati nel lungo termine, inoltre, è sempre opportuno chiedere la consulenza di un nutrizionista. Il “fai da te” spesso è pericoloso e può portare una persona a incorrere in carenze nutrizionali.
Ogni persona ha bisogno di un piano alimentare cucito su misura, in base anche ad eventuali patologie accertate dal medico.
In cosa consiste il coaching nutrizionale?
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