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Come mi aiuta lo Psicologo se
soffro di Disturbi Alimentari?

I Disturbi dell’Alimentazione sono “disturbi cognitivi” caratterizzati dall’eccessiva valutazione della forma del corpo, del peso e del loro controllo. A differenza della maggior parte delle persone che si valutano sulla base delle proprie prestazioni in contesti di vita differenti come la qualità delle proprie relazioni o le prestazioni professionali, quelle affette da Anoressia o Bulimia Nervosa tendono a misurare quasi esclusivamente il proprio valore in base a come riescono a controllare alimentazione, peso e forme corporee.

A tal fine si auto impongono regole dietetiche estreme e rigide che portano a una restrizione dietetica sia calorica che cognitiva e, di conseguenza, a stati di sottopeso associati a caratteristici sintomi di denutrizione.

Queste regole alimentari, data la loro rigidità, portano a un regime alimentare assolutamente inflessibile e molto difficile da mantenere nel tempo: per questa ragione vengono spesso disattese, scatenando episodi di abbuffate, soggettive e oggettive. 

Il trattamento più utilizzato per la cura dei Disturbi Alimentari è la Terapia Cognitivo Comportamentale.

Le procedure e le strategie che vengono utilizzate sono personalizzate in base alle caratteristiche e ai bisogni specifici del paziente.

I principali step di trattamento sono:

Motivazione al cambiamento

 

Affrontare le abbuffate e ed eliminare i comportamenti di compenso (vomito, eccessivo esercizio fisico, lassativi ecc..)

Affrontare le emozioni intense (ansia, rabbia, insoddisfazione, solitudine)

Affrontare le modalità di pensiero non utili (rimuginio, ossessività)

• Affrontare i fattori che mantengono il disturbo alimentare (perfezionismo clinico; bassa autostima; difficoltà interpersonali)

A partire dalla funzione che il disturbo alimentare assume, un aspetto su cui la psicoterapia si concentra è proprio l’esplorazione della disponibilità al cambiamento e al “lasciare andare” il sintomo.

L’obiettivo generale è quello di aumentare la motivazione intrinseca, in modo che nasca dalla persona stessa piuttosto che esserle imposto dall’esterno. In questa situazione si sperimentano costantemente i conflitti di ambivalenza.

Uno dei compiti più importanti della terapia consiste proprio nel sostenere la fiducia nella possibilità di cambiare attraverso un approccio basato sull’ascolto attivo, l’empatia e la creazione di un’atmosfera di accettazione e di comprensione.

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