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Bulimia

La Bulimia nervosa è un disturbo alimentare le cui manifestazioni principali sono la presenza di abbuffate e di metodi di compenso come vomito e utilizzo di diuretici/lassativi, digiuno o abuso di attività fisica per prevenire il conseguente aumento di peso. 

Si definisce “abbuffata” l’ingestione in un determinato periodo di tempo (circa 2 ore) di una quantità di cibo più grande rispetto a quanto la maggioranza degli individui assumerebbe in circostanze simili.

Durante la crisi bulimica la persona sperimenta la perdita di controllo su quello che sta mangiando perché l’obiettivo è quello di riempire lo stomaco per soffocare uno stato emotivo negativo. La persona afflitta da Bulimia Nervosa prova vergogna, un forte senso di colpa e di autocritica dopo gli episodi di abbuffata e per questo tenta di nasconderli.

È facile che i genitori si accorgano del disturbo del/della figlio/a perché spariscono alimenti dal frigo e dispensa, spesso si trovano carte di cibi nascoste, la/il ragazza/o si alza subito dopo il pasto per andare in bagno ecc…

La bulimia nervosa comporta una serie di complicazione mediche quali gravi squilibri elettrolitici che conducono ad aritmie cardiache, traumi della cavità orale, infiammazione dell’esofago, reflusso gastrico cronico e così via.

Le conseguenze riguardano sia la sfera sociale e relazionale che quella personale. La patologica attenzione al cibo, al peso corporeo e alle sue forme, riduce gli interessi e le attività, alimenta scarsa autostima e altera lo sviluppo sano della personalità.

Criteri Dsm-5 per la diagnosi di anoressia nervosa

A

Episodi ricorrenti di abbuffate compulsive. Un episodio di abbuffata compulsiva è caratterizzato da:

– mangiare, in un periodo circoscritto di tempo (entro un paio d’ore), una quantità di cibo che è indubbiamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso arco di tempo in circostanze simili

– un senso di mancanza di controllo sul mangiare durante l’episodio (p.e. sentire di non poter smettere o controllare cosa o quanto si sta mangiando)

B

Ricorrenti comportamenti impropri di compenso diretti a prevenire aumenti di peso, come vomito autoindotto; abuso/uso improprio di lassativi, diuretici, o altri medicamenti; digiuni; o esercizio fisico eccessivo

C

Le abbuffate compulsive e i comportamenti impropri di compenso si verificano in media almeno una volta a settimana per almeno tre mesi.

Il livello di gravità si basa sulla frequenza media dei comportamenti

lieve
1-3 episodi/settimana di comportamenti impropri di compenso;

moderata
4-7 episodi/settimana;

grave
8-13 episodi/settimana;

estrema
≥ 14 episodi/settimana

L’obiettivo primario del trattamento è quello di regolarizzare il comportamento alimentare della persona per eliminare le abbuffate e i successivi comportamenti di compenso.

Il focus dell’intervento mira al ridimensionamento dell’importanza attribuita al peso e all’immagine corporea e al rinforzo dell’autostima.

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