Fame emotiva e sovrappeso

Tv, radio, riviste e professionisti del benessere parlano sempre più spesso della “fame emotiva”: ma che cos’è esattamente?

La fame emotiva consiste nel consumo di cibo esclusivamente in risposta a stati emotivi e non per soddisfare il naturale senso di fame.

Le motivazioni di natura psicologica che ci spingono a ricercare il cibo (motivazioni di cui, spesso, non siamo consapevoli) rompono i corretti equilibri fame-sazietà; la conseguenza? mangiare anche quando vorremmo non farlo.

Solitudine, ansia, rabbia, noia, euforia o stress, problemi nelle relazioni interpersonali o scarsa autostima sono potenziali stati emotivi che inducono la persona a iper-alimentarsi, causando inevitabilmente un aumento di peso indesiderato.

Le persone in stato di sovrappeso, nonostante abbiano sperimentato diversi tipi di dieta, il più delle volte hanno poi recuperato il peso perduto proprio perché non hanno imparato a gestire in modo più efficace le emozioni che causano l’assunzione di cibo.

L’alternanza di perdita e recupero del peso (la cosiddetta sindrome dello yo-yo) allontana  la possibilità di un dimagrimento effettivo e duraturo, scoraggiando la persona che, in alcuni casi, potrebbe scivolare, soprattutto nella giovane età, in un disturbo alimentare, come l’anoressia, la bulimia o il disturbo da binge-eating.