“Self-compassion”: il potere di essere gentili con se stessi

Self-compassion significa trattare noi stessi con gentilezza e riconoscere che la sofferenza, il senso di fallimento e gli errori che si compiono fanno parte dell’essere umano.

Una ricerca di Warren, Smeets e Neff (2016) ha esplorato quali ruoli assumono l’autocritica e la self-compassion nei disturbi psicologici. Gli autori anno scoperto che mentre l’autocritica che le persone hanno verso se stesse è fortemente legata allo sviluppo di stati di ansia, depressione e disturbi alimentari, la self-compassion promuove, invece, fiducia in se stessi e la capacità di affrontare i cambiamenti in modo efficace.

Coltivare la self-compassion è possibile attraverso una specifica terapia Cognitivo Comportamentale chiamata Terapia dell’Accettazione e dell’Impegno (ACT ).

Il terapeuta act Russ Harris alle persone che desiderano imparare a coltivare la gentilezza, suggerisce essenzialmente di provare a riconoscere la propria sofferenzarispondere a questa sofferenza con gentilezza.

Per sviluppare la self-compassion bisogna innanzitutto imparare ad ascoltarsi: che sensazione sento dentro di me? Quali emozioni sto provando? Ansia? Tristezza? Insoddisfazione?  

E’ utile modificare il linguaggio interno che viene utilizzato per descrivere l’emozione: per esempio, dire a se stessi “mi accorgo che sto provando una sensazione di ansia/tristezza/vergogna” è molto meno impattante e allarmante che dire “sono davvero in ansia!!!”.

Quando hai riconosciuto la tua emozione cerca di non etichettarla in modo critico e giudicante; prova a domandarti come accoglieresti la sofferenza di un amico o di una persona cara: “se il mio amico soffrisse in un modo simile, cosa direi per accogliere la sua sofferenza ?” Poi soffermati su cosa faresti dopo aver riconosciuto la sua sofferenza; probabilmente ti mostreresti disponibile a stare insieme a lui con un atteggiamento di apertura e comprensione.

Se proviamo a notare l’atteggiamento che abbiamo verso noi stesso e quello che manifestiamo verso gli altri ci accorgeremo facilmente che la maggior parte di noi si impegna a trattare gli altri in modo gentile, mostrandosi attento a non ferirli e riconoscendo in loro qualità positive.

Quando si tratta di noi , al contrario, i toni sono molto più duri e il nostro atteggiamento è intransigente: non siamo disposti ad accogliere il lato più fragile e questo innesca una serie di pensieri e convinzioni negative a cui crediamo fermamente (“non sono capace a fare nulla; “tutti sono più bravi di me”; “non valgo niente” ecc..).

Per questo motivo è importante imparare a coltivare la tolleranza e la gentilezza verso di noi! Mettiti alla prova: quando commetti un errore ripeti a te stesso che commettere errori è umano e che non per questo perdi valore o non raggiungerai quello che per te è importante. Sii gentile verso di te e prova a dirti qualcosa come “Non essere così duro con te stesso, la prossima volta andrà meglio”.

Parlare gentilmente con sé stessi è la chiave per riscoprire la serenità e affrontare con più determinazione le sfide quotidiane e gli obiettivi che ci poniamo.