L’insoddisfazione corporea in adolescenza: tra normalità e patologia

Cosa succede quando il gene GPR54 si attiva? Il freno biologico che bloccava la produzione ormonale viene meno e si instaura una serie di cambiamenti che porta a quella fase di passaggio definita “pubertà”.

Il periodo di comparsa dei segni tipici della pubertà è cambiato notevolmente nel corso degli ultimi decenni: all’inizio del XX secolo si aggirava intorno ai 16-17 anni, mentre oggi si colloca intorno ai 11-12 anni. Quando gli estrogeni e il testosterone entrano in circolo all’interno dell’organismo, avvengono cambiamenti molto evidenti nel corpo: nelle ragazze gli ormoni stimolano la crescita del seno, la comparsa di peli ascellari e pubici e ridefiniscono le forme attraverso il deposito di grasso; nei ragazzi, invece, il testosterone modifica il timbro della voce, favorisce la comparsa di peli corporei e della barba e modella il corpo aumentandone la muscolatura.

In questa fase di passaggio, come sostiene il famoso psichiatria statunitense Daniel J. Siegel, il corpo manda dei segnali difficili da interpretare: è come se si accendesse un “motore” interno fatto di pulsioni, sensazioni ed emozioni che l’adolescente deve imparare a governare. Si tratta di un’esperienza di cambiamento, delicata e complessa, che può essere vissuta in modo più o meno doloroso. Gli ormoni, infatti, non intervengono solo a livello corporeo, ma giocano un ruolo molto importante anche sulla regolazione emotiva,  producendo quei cambiamenti emozionali repentini e violenti tipici dell’adolescenza. L’adolescente avverte un sentimento di estraniazione verso se stesso proprio perché si trova all’interno di un corpo che non riesce a controllare.

Numerose sono le forme di controllo e di “congelamento” del corpo che possono manifestarsi in adolescenza.

Un esempio è rappresentato dal tentativo di cancellare le proprie forme femminili: l’anoressia nervosa è uno dei disturbi del comportamento alimentare più autodistruttivo e subdolo tra le forme di psicopatologia dell’adolescenza. Le ragazze affamano il proprio corpo come se volessero tornare al tempo antecedente la pubertà, per mantenere un corpo asessuato e infantile.

Nelle forme di bulimia nervosa, invece, il corpo è considerato un “corpo spazzatura”, privo di valore, che viene riempito e svuotato attraverso meccanismi di compensazione (vomito, lassativi ecc..); nelle forme più gravi  le giovani possono sperimentare una sofferenza psicologica così intensa, da ferire e incidere il proprio corpo attraverso tagli e bruciature.

Gli adolescenti maschi possono sviluppare una distorsione dell’immagine corporea, manifestata nell’erronea convinzione di avere un aspetto troppo esile e sviluppando un’ossessione per lo sviluppo muscolare. Questi giovani, attraverso estenuanti allenamenti in palestra e l’utilizzo di sostanze dopanti, gonfiano e scolpiscono oltre misura il proprio fisico per compensare la percezione estremamente fragile che hanno di sé.

In conclusione, la pubertà rappresenta un evento biologico e psicologico che sancisce il raggiungimento della maturità sessuale e che porta gli adolescenti a confrontarsi con “tempeste emozionali” spesso molto difficili da affrontare. Per questo motivo, l’invito rivolto ai genitori è quello di notare se i comportamenti dei propri figli possono inserirsi all’interno di un burrascoso, ma fisiologico, periodo adolescenziale o in una cornice di patologia.