Passività, aggressività o… assertività?

L’assertività è uno stile di vita prima di essere un comportamento. E’ un valore e significa affermare se stessi e le proprie idee nel rispetto degli altri. Essere assertivi vuol dire stabilire delle relazioni veritiere con le altre persone, relazioni in cui non si deve simulare, ma esprimere emozioni vere.

Quali sono i valori che caratterizzano una persona assertiva?

1) Iniziativa, tenacia e impegno: ci vuole iniziativa per essere assertivi. Spesso l’ambiente domestico o lavorativo  può opporre resistenza quando una persona con atteggiamento passivo diventa assertiva; essere assertivi non è una scelta economica, anzi, risulta molto faticosa.

2) rispetto per sé e per gli altri: la persona assertiva rispetta le proprie idee e le condivide con gli altri, senza mai prevaricarli. La comunicazione è calma, i toni sono pacati ma decisi e non c’è manipolazione durante la conversazione.

3) Ascolto attivo, attenzione e verità: fondamentale è ascoltare i bisogni dell’interlocutore con un’attenzione  sincera. L’assertivo è capace di essere trasparente e genuino con gli altri circa i propri sentimenti e le proprie esigenze.

La persona per diventare assertiva ha bisogno di una discreta quantità di autostima e di conoscere il proprio valore e le proprie capacità sociali.  Serve, inoltre, essere in contatto con i propri valori e la propria emotività, cercando trasparenza e onestà nelle relazioni.

La caratteristica della comunicazione assertiva è “ WIN-WIN”, in cui entrambi gli interlocutori vincono perché mantengono sempre il rispetto di sé e dell’altro.

Nelle relazioni sociali, purtroppo però, gli atteggiamenti più utilizzati sono quello PASSIVO  e quello AGGRESSIVO.

La persona passiva si riconosce perché si atteggia spesso  “a vittima” della situazione; tendenzialmente ha una scarsa fiducia nelle proprie capacità relazionali  e una bassa autostima. Tollera ogni tipo di comportamento altrui e, nonostante voglia reagire, non riesce quasi mai nel suo intento. Nella maggior parte delle situazioni viene prevaricato da persone con atteggiamenti più o meno aggressivi.

L’aggressivo, invece,  è bravo a manipolare gli altri. Tende a svalutare le persone che lo circondano e instilla in loro un senso di colpa se non riceve quello che vuole ( “ Se tu fossi un buon amico, faresti sicuramente  quello che ti ho chiesto…”).

Esistono differenti modi per esprimere aggressività, in particolare due:

1) L’AGGRESSIVO ESPLOSIVO –  si identifica facilmente perché durante la conversazione alza il tono della voce fino ad urlare, gesticola in modo marcato e può arrivare ad alzare le mani sull’interlocutore. Il suo scopo è prevaricare l’altro e farlo sentire in uno stato di inferiorità, fisico ed emotivo.

Che cosa è utile fare di fronte a questo tipo di atteggiamento? Lasciare sfogare l’altro e non intraprendere il dialogo fino a quando il momento di collera sia terminato, in modo da evitare reazioni indesiderate.

2) L’AGGRESSIVO CECCHINO – L’aggressività non è manifesta, ma velata. L’aggressivo cecchino ama stare al centro dell’attenzione cercando, di solito, di mettere in imbarazzo gli altri attraverso battute taglienti o imbarazzanti.  In questi casi è utile non rispondere alla provocazione, così da eliminare il rinforzo: prima o poi l’aggressivo perde interesse se non ottiene la reazione desiderata.

 

Conoscere questi tre differenti atteggiamenti può essere di aiuto sia per se stessi che per gli altri con cui si entra in relazione, in modo da modificare stili comunicativi non utili e imparare a diventare persone sempre più assertive.