Adolescenza, Dieta e Disturbi Alimentari

L’adolescenza si caratterizza per i rapidi cambiamenti che si verificano a livello corporeo e psicologico ed è molto importante che i giovani siano accompagnati a comprenderne il significato. Le ragazze, in particolare, possono vivere questa fase di transizione con più sensibilità:  aumenta la percentuale di massa grassa, si modificano le forme corporee e contemporaneamente cresce la loro l’attenzione per valore sociale della magrezza.

Per questo motivo, sempre più spesso, sono tanti i giovani che chiedono al professionista la prescrizione di una dieta dimagrante anche se oggettivamente normopeso in riferimento al valore dell’Indice di Massa Corporea (BMI). La dieta viene scelta come via più semplice per rispondere a un senso di insoddisfazione delle proprie forme e del proprio aspetto fisico anche, come abbiamo già detto, quando il giovane non si trova in reale stato di sovrappeso.

Per rispondere a queste situazioni, in una fase di transizione così delicata, l’obiettivo del professionista, in principio, deve essere quello educare gli adolescenti a cambiare il proprio stile di vita e le proprie abitudini alimentari: la dieta è efficace quando viene inserita in un contesto di cambiamento più ampio.

Si ricordi che la dieta, da un lato, costituisce uno dei fattori scatenanti più importanti in età preadolescenziale e adolescenziale per lo sviluppo di Anoressia nervosa. Dall’altro, dietro la richiesta di una dieta può nascondersi  il tentativo di celare e giustificare comportamenti alimentari non sani o problematiche ben più gravi già presenti, quali un disturbo dell’immagine corporea o un disturbo alimentare (anoressia nervosa e bulimia nervosa).

Proprio perché il cibo assume un importanza così significativa non è possibile ridurlo a un semplice schema dietetico, ma è necessario capire perché l’adolescente chiede di perdere peso anche quando risulta normopeso e perché giudica le proprie forme corporee più grandi di come realmente sono.

I fattori psicologici alla base di queste richieste giocano un ruolo fondamentale fin dalla preadolescenza e sono proprio i fattori psicologici il primo aspetto sui cui intervenire.