Disturbi alimentari nei bambini: quando rivolgersi allo Psicologo?

Fin dalla tenera età la migliore strategia per assicurare un’alimentazione adeguata ai fabbisogni nutrizionale dei bambini è promuovere una corretta educazione alimentare. Bisogna porsi l’obiettivo di migliorare le scelte alimentari del bambino, partendo dalle sue esigenze. La costruzione delle scelte alimentari nell’infanzia è, infatti, il nucleo fondamentale che determina gli atteggiamenti verso il cibo nell’età adulta.

Mentre alcune difficoltà nei primi anni di vita sono normali e passeggere, altre possono diventare vere e proprie patologie. Vediamo le più comuni.

Il disturbo da selettività del cibo interessa quei bambini che mangiano circa 3-4 alimenti i quali devono essere preparati e serviti secondo rigidi rituali, pena il rifiuto del cibo. Possono svilupparsi situazioni in cui il piccolo si “abbuffa” degli alimenti preferiti, o al contrario, quadri di iporessia in cui vi è un graduale rifiuto di mangiare. Bambini con questo genere di difficoltà sono più esposti allo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare in età adolescenziale.

La neo-fobia rappresenta una reazione di rifiuto o disgusto con paura di assaggiare cibi nuovi e interessa principalmente bambini di età compresa tra i  2 e 4 anni. In questo disturbo non vi è legame con stati di sottopeso o sovrappeso, ma assume piuttosto un significato evoluzionistico di cautela verso ciò che è considerato “nuovo” e potenzialmente pericoloso.

In entrambi disordini alimentari  giocano un ruolo importante sia i fattori individuali (componente genetica del bambino) sia fattori relazionali. Questi ultimi sono rappresentati, ad esempio, dall’ansia genitoriale e dal forte controllo al momento del pasto: tali elementi non favoriscono l’acquisizione di modalità alimentari autonome del bambino e creano in lui un deficit di auto-regolazione (mangia o non mangia in base a pressioni e richieste esterne e non per i segnali di fame e sazietà).

Ricordiamo ancora che i genitori con il proprio esempio assumono un ruolo fondamentale nella trasmissione dei modelli alimentari ai propri figli: non importa quanto il vostro bambino sia piccolo, lui osserva e assorbe tutte le informazioni dell’ambiente circostante.

Genitori sensibili che riescono a cogliere a eventuali segnali di difficoltà alimentare del proprio bambino, che siano incoraggiati a cercare l’aiuto di un professionista, in un ottica di prevenzione per lo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare nell’adolescenza (anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata).